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Pranoterapia

 - ArcheuS
Scoprire che le mie mani poste a distanza dal paziente, inducono benessere e rilassamento, risanano piaghe ed ulcere, eliminano l'ostruzione bronchiale e la tosse, calmano il sistema nervoso, placano il dolore ... è un esperienza che dopo 15 anni di professione non smette di affascinarmi.

La particolare inclinazione della mia energia a sanare tessuti malati, mi ha portato spesso a trattare casi di piaghe ed ulcere restie ad ogni guarigione con effetti sorprendenti: in particolare le ulcere diabetiche si sanano in tempi brevissimi e totalmente anche su persone molto anziane.

Ho spesso usato la pranoterapia sugli anziani come sostegno energetico: stati di debilitazione, mal di schiena, depressione, sempre con ottimi effetti.

Cosa si potrebbe dire di una cura tanto gentile e delicata da non necessitare nemmeno il contatto?
Solo che è meravigliosa 
 

Esperienze Pranoterapiche

Piaghe ed ulcere
Ho iniziato a praticare la pranoterapia nel 1995.
Uno dei primi casi fu un signore 80enne, allettato e con diverse ulcere diabetiche agli arti inferiori; quando lo trattavo, questi si rilassava profondamente e quasi sempre dormiva per tutta la seduta. La sua circolazione periferica migliorò a vista d'occhio e dopo circa dodici sedute le piaghe erano sanate.

Sulla scorta di questo successo venne da me un signore che soffriva di ulcerazioni spontanee alla gamba destra, tanto gonfia che lo stesso era costretto da anni a calzare solo ciabatte o sandali. Ciò accadeva da quando nella gamba erano state inserite placche e viti metalliche, per ridurre una frattura di un incidente stradale; nel tempo la gamba si era ammalata senza rimedio, malgrado fosse stato visitato e curato in ogni ospedale della capitale.
Iniziammo le sedute a settembre. Le reazioni della prima seduta furono marcate: senso di formicolio, bruciori, sensazioni di contatto, sollievo misto a dolore furono le percezioni del paziente quando le nostre energie vennero a contatto. Dopo un mese la gamba si era sgonfiata e non erano comparse nuove piaghe. Quattro mesi di trattamenti e la gamba era perfettamente guarita. Rimanevano un numero enorme di cicatrici a ricordare il suo calvario, ma adesso poteva nuovamente andare in giro con un bel paio di scarpe! 
La tosse inguaribile
Un giorno incontrai sul pianerottolo di casa l'anziana vicina in preda ad un attacco di tosse. Guardandola meglio, vidi un viso molto provato e le chiesi cosa avesse. Mi racconto di una tosse continua, che non le lasciava pace da mesi; l'aveva debilitata talmente che "non riesco più a trattenere la pipì", disse.
Le parlai del mio lavoro e poichè le cure mediche erano risultate inefficaci, decise di provare.
Il giorno dopo era stesa sotto le mie mani. Appena iniziai ad operare sulla zona dei polmoni, fui colpito da un forte odore di sapone da lavatrice. Rimasi perplesso, ma quando nella seconda seduta accadde di nuovo di sentire l'odore, fui sicuro di un nesso con la tosse. La signora migliorò velocemente; il suo miglioramento coincideva col diminuire dell'odore di sapone. Dopo poco più di un mese era completamente guarita.
Allora le dissi che probabilmente si trattava di un intossicazione da additivi; i profumi aggiunti ai saponi commerciali, per quanto possano essere gradevoli per il naso, sono molecole  artificiali estranee all'organismo e potenzialmente dannose. Credo che la pranoterapia, immettendo un energia in più, abbia permesso ai tessuti polmonari di  drenare quelle sostanze che producevano infiammazione.

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l linfatismo al braccio
Le cicatrici chirurgiche causano spesso problemi circolatori. 
Si presentò una giovane donna che aveva subito un intervento alla mammella destra; lamentava il gonfiore del braccio stesso lato e una diminuita forza muscolare.
Durante la prima seduta, mentre le mie mani ruotavano lentamente nell'aria con l'intento di far circolare l'energia intorno la cicatrice, la sig.a avverti un profondo senso di rilassamento ed insieme una grande pesantezza al braccio, al contempo invaso da un piacevole flusso di calore.
Accade spesso, che tutto o una parte del corpo si percepisca pesante durante le sedute; la pesantezza deriva dal rilassamento muscolare, mentre il sopraggiungere del calore testimonia la ripresa del normale flusso circolatorio periferico. Dopo quattro sedute la sig.a aveva risolto il suo problema.   

Dolore inguaribile
Un'anziana avvocato mi contattò affinchè andassi a trovarla presso la sua abitazione; un dolore acuto al piede sinistro non le dava pace e le impediva di camminare. Provai a trattare direttamente il piede, ma dopo due sedute il dolore rimaneva inalterato.
Nella terza seduta decisi di cambiare strategia: presi la parte posteriore della testa tra le mani e mi concentrai sulle sensazioni corporee. Dopo circa un minuto sentii una fitta al mio piede sinistro; le chiesi cosa sentisse e mi rispose che il dolore si andava attenuando. Scomparve del tutto nella seduta successiva.
Spiegazione. Il dolore è un fenomeno del cervello: quando un dito viene colpito da una martellata, le informazioni nervose viaggiano fino al cervello che reagisce con un impulso che percepiamo come dolore. Sentiamo il dito dolere, ma il fenomeno avviene nel punto corrispondente della mappatura cerebrale che genera un impulso. Quando gli impulsi dalla periferia (il dito) terminano, anche la risposta cerebrale (dolore) sparisce; ma accade talvolta che il cervello generari l'impulso del dolore anche in assenza della causa periferica. La persona sente il dolore nella parte del corpo, ma in relatà esso esiste solo come fenomeno neurologico. 
Il mio intervento fece in modo che tale impulso cerebrale si spengesse, così che anche la sensazione di dolore scomparve dal piede.   
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Settimana della salute

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