Questa è la domanda che ognuno dovrebbe porsi per chiudere definitivamente con a sofferenza che lo affligge.
Siamo culturalmente programmati a non riconoscere la malattia come condizione auto-prodotta.
Non lo facciamo anche perché la parte di noi che genera malessere è per lo più inconscia: al massimo sappiamo che qualcosa in noi non va, che vorremmo essere diversi, ma non sapiamo cosa e come fare.
Da quando siamo stati concepiti abbiamo affrontato miriadi di esperienze, cercando di organizzarle attraverso un significato generale che dia un senso all'esistenza.
Verso accadimenti dolorosi, incomprensibili abbiamo messo a punto soluzioni di difesa dalla sofferenza: evitamenti, aggressività, durezza caratteriale, depressione, dislessie sono soluzioni per garantirsi dal dolore o dalla paure del dolore.
Rimosso o conscio, l'evento resta dentro di noi, fuso con il carico si stress emozionale: esso permane nei circuiti cerebrali, alterando l'auto-immagine di noi stessi e generando gli squilibri che si manifesteranno sulla condizione di salute.
Il mio compito è aiutare a liberarvi dallo stress emozionale!

